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Il Dott. Mario D'Aprile risponde alle vostre domande in tema di salute e medicina generale.

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Il Medico Risponde a cura del Dott. Mario D'Aprile

Il mondo della medicina generale è articolato e complesso: se desiderate avere un chiarimento o una consulenza qualificata, potete porre una domanda al nostro esperto. Verrà data risposta, pubblicamente e senza alcun riferimento personale, alle domande ritenute di maggior interesse generale. Con l'invio della domanda se ne autorizza la pubblicazione in forma anonima.

Ricordiamo che il servizio è totalmente gratuito e che in nessun caso può sostituire una visita specialistica, né fornire diagnosi o indicazioni di cura.

Le informazioni date sono di carattere generale: cure e terapie personalizzate devono essere prescritte dal proprio medico curante.

Il servizio è curato dal Dott. Mario D'Aprile dello Studio Medico Associato Medicina Generale Convenzione S.S.N. sito in P.zza Giuliano della Rovere n. 12-13, LIDO DI OSTIA (ROMA) - tel: 065601661 - 0656320514


al 21 Novembre 2017 sono state effettuate 47 richieste


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RICHIESTA del 08-06-2008 di franco - occlusione intestinale in seguito a operazione tumore al colon
DOMANDA: dopo essere stato sottoposto ad una operazione tumore al colon con intervento demolitore si è verificata una seconda operazione dopo 15 giorni dal primo intevento per anse intestinali con conseguente occlusione intestinale che non si è risolta tuttoggi. il paziente ha stati di vomito (bile) . Come risolvere?

RISPOSTA del 09-06-2008: Se persiste lo stato di vomito e chiusura dell'alvo alle feci ed ai gas, le consiglierei di sottoporsi a visita chirurgica per la valutazione del caso. Saluti, dott. D'Aprile


RICHIESTA del 05-06-2008 di mattia - esami sangue
DOMANDA: Gentili dottori, rileggendo gli esami del sangue chè ho effettuato due anni fa, ho notato due valori leggermente alterati relativi ai neutrofili e monociti, di cui non mi ero accorto. Vi riporto i risultati della conta dei globuli bianchi per intero, con i valori di riferimento utilizzati dal laboratorio: GLOBULI BIANCHI 5,20 (4,10-10,90) NEUTROFILI 38,60 (42 - 75) LINFOCITI 48,10 (16 - 50) MONOCITI 11,40 (1 - 11) EOSINOFOLI 1,30 (0 - 7) BASOFILI 0,60 (0 - 3) Nella stessa pagina le

RISPOSTA del 09-06-2008: I valori da lei riportati indicano una lieve linfocitosi relativa con aumento dei monociti che non hanno di per se un particolare significato diagnostico. Comunque le consiglierei di ripetere a distanza di 2 anni l'esame dell'emocromo. Saluti, dott. D'Aprile


RICHIESTA del 29-05-2008 di gug - aderenze e occlusione intestinale
DOMANDA: in seguito aqd un intervento per rimuovere un grosso tumore al sigma mia mamma (80 anni) ha avuto una occlusione intestinale causata da aderenze e quindi torsioni delle viscere (se ho capito). E' stata di nuovo operata. Come si può evitare che succeda di nuovo, o controllare che non sia successo prima dei sisntomi clinici. E' comune? diagnosticarlo tardi (dopo giorni di dolori e vomito) peggiora le cose?

RISPOSTA del 29-05-2008: Lo svilupparsi di aderenze intestinali a seguito di un intervento maggiore addominale è un evenienza frequente. Le consiglierei una dieta a basso contenuto di fibra, chiamata a basso residuo che consente più facilmente il transito. Comunque, in questo tipo di paziente è importante non sottovalutare i sintomi quali vomito,dolori addominali, una stipsi che non si risolve in pochi giorni e consultare quanto prima il proprio medico. Saluti, dott. Mario D'Aprile


RICHIESTA del 25-05-2008 di graziella - vee
DOMANDA: ho un insufficinza venosa, cosi' mi e' stato diagnosticato dall'angiologo cosa devo fare oltre che prendere il daflon 500. ma la devo ripetere ogni anno questa cura? grazie,

RISPOSTA del 25-05-2008: L'insufficienza venosa determina una condizione nella quale le vene non favoriscono il ritorno del flusso sanguigno al cuore. Questo problema si verifica più spesso nelle vene delle estremità inferiori. Sicuramente i problemi di insufficienza venosa sono in parte legati al moderno stile di vita che comporta una maggiore sedentarietà e un minore movimento delle gambe. Una corretta prevenzione per l'insufficianza venosa consiste nel controllo del peso ed in una costante attività fisica. La terapia farmacologica si basa sull’uso di farmaci detti “venotropi” che possono essere antitrombotici, come l’eparina, con effetto anticoagulante, antinfiammatorio e antiedematoso, capillaroprotettori, di origine naturale, quali gli antocianosidi del mirtillo, ippocastano, hamamelis, o antivaricosi, come la diosmina, flavonoidi (Daflon) che aumentano la resistenza e diminuiscono la permeabilità dei capillari. Il Daflon è un farmaco definito coadiuvante nel trattamento delle varici e delle complicanze flebitiche. Non ha effetti collaterali di rilievo e può essere impiegato a cicli. il primo consiglio, in ordine di importanza (nelle varici da incontinenza venosa) , è l'uso delle calze a compressione graduata, perchè oltre ad agire sul microcircolo hanno un effetto ( creare una resistenza al flusso venoso retrogrado nelle collaterali ammalate fino ad impedire tale reflusso patologico con calo di pressioni patologiche a valle ) che i farmaci non possono avere. Saluti, dott. Mario D'Aprile


RICHIESTA del 25-05-2008 di Loredana - Rizoartrosi
DOMANDA: Ho 51 anni e da circa un anno ho dolori alla base del pollice, prima solo il destro, poi successivamente è iniziato anche al sinistro. Mi è stata diagnosticata una rizoartrosi alle due mani e l'ortopedico mi ha consigliato l'operazione. Il mio medico di famiglia ritiene eccessiva l'operazione dato che la rizoartrosi è in fase iniziale e suggerisce invece di tentare prima le infiltrazioni di cortisone o di acido ialuronico. Io vorrei sentire un altro parere. Cosa fare?

RISPOSTA del 25-05-2008: Il termine “rizoartrosi” deriva dal greco. Rhizos in greco significa radice: di fatto, è una forma di artrosi che interessa l’articolazione della radice del pollice. Alcune persone sono più esposte a questa malattia: in linea generale, le donne: dopo i 50 anni una donna su cinque soffre di rizoartrosi. Se nel suo caso si tratta di una rizoartrosi in fase iniziale, può risultare utile l’uso di un tutore di plastica rigida, che serve a mantenere il pollice in posizione corretta. Il tutore può essere indossato durante la notte e, per qualche ora durante il giorno, nelle fasi più acute. Gli anti-infiammatori o il cortisone a basso dosaggio possono contribuire a risolvere le fasi acute e particolarmente dolorose, nelle quali la malattia progredisce più rapidamente. In presenza di disturbi gravi o frequenti diventa necessario ricorrere alla chirurgia. Saluti, dott. Mario D'Aprile


RICHIESTA del 21-05-2008 di Silvia - occlusione
DOMANDA: Salve dottore, sono una ragazza di 25 anni, dopo un intervento di rinoplastica, a distanza di 2 giorno, ha tirato fuori dalla bocca una garza di oltre 20 cm che l'anestesista idiota si era dimenticato di togliere. Ormai è passata una settimana dall'evento e, anche se poco, vado in bagno, ma ho il terrore di avere altra garza nello stomaco e che possa venirmi un'occlusione intestinale.Cosa dovrei fare e se avessi avuto qualcosa mene sarei accorta subita. Cordiali saluti. Silvia

RISPOSTA del 22-05-2008: A 7 giorni dall'evento se lei ha avuto un'alvo regolare il suo tubo digerente è ormai libero poichè il transito è stato completato. Quindi le consiglierei di non preoccuparsi. Saluti, dott. Mario D'Aprile


RICHIESTA del 13-05-2008 di alessia - domanda
DOMANDA: Buongiorno, Sono una ragazza di 25 anni. Ho avuto un rapporto non protetto con il mio ragazzo la notte tra il 25 e il 26 aprile e il 27 mattina ho preso la pillola del giorno dopo benchè l'eiaculazione è avvenuta *supponiamo* completamente all'esterno, non volevamo rischiare. Dopo due giorni sono iniziate delle perdite, poi trasformatesi in mestruazioni con dolore ai capezzoli. Oggi è il 13 e continuano. Il mio ciclo dovrebbe iniziare di norma il giorno 17. non so come comportarmi

RISPOSTA del 14-05-2008: La dolorabilità mammaria ed il sanguinamento uterino irregolare avvengono nel 3-17% delle donne trattate con la pillola del giorno dopo. Nella gran parte dei casi la mestruazione successiva non subisce modificazioni, ma è bene sapere che sono possibili delle lievi alterazioni come anche lievi anticipi o ritardi. Sarebbe comunque opportuno un controllo presso il suo ginecologo di fiducia o il consultorio di zona. Saluti,dott. Mario D'Aprile


RICHIESTA del 10-05-2008 di Mauro - Occlusione intestinale da aderenze
DOMANDA: Salve, sono un ragazzo di 22 anni e 5 anni fa mi sono operato di occlusione intestinale da aderenze per una mia precedente operazione di appendicite, mi interessava capire se questi mi possono rispuntare di nuovo..e se c'è un modo per controllare se attualmente c'e ne stanno, ma che magari ancora nn mi portano un fastidio fisico..grazie..

RISPOSTA del 10-05-2008: Salve,ritengo che a 5 anni dall'intervento subito per l'occlusione intestinale, se non ha avuto sintomi evidenti, si può ritenere che l'intervento sis stato ben eseguito con definitivo sbrigliamento delle aderenze. Sarebbe comunque opportuna una visita specialistica gastroenterologica di controllo. Saluti, dott. Mario D'Aprile


RICHIESTA del 24-04-2008 di Paolo - infarto
DOMANDA: Sono un'anziano residente all'infernetto che soffre di cuore. In caso di malessere come l'infarto, se chiamassi il 118 in quale ospedale verrei portato? Nel caso venissi portato al Grassi avrei diritto di rifiutarmi e di richiedere un altro ospedale? E se sì, quale sono i centri più vicini all'infernetto (pubblici e privati) dove potrei andare? Esiste un numero alternativo (e valido al 118?)

RISPOSTA del 24-04-2008: SISTEMA 118, suddiviso in Centrale Operativa Regionale, 5 Centrali Operative Provinciali (situate in ogni capoluogo di Provincia) ed una serie di Postazioni Territoriali dislocate sul territorio in modo da poter intervenire sul luogo dell’evento nel più breve tempo possibile. L’OPERATORE DELLA CENTRALE 118, ricevuta la richiesta di soccorso, assegna un codice colore di gravità in base alle valutazioni ed invia il mezzo di soccorso ritenuto adeguato e più vicino al luogo in cui è stato segnalato l’evento. Eseguito l’intervento di soccorso, il paziente viene trasportato nel Presidio Ospedaliero di riferimento o, su segnalazione della Centrale Operativa, presso il Presidio Ospedaliero in grado di affrontare e risolvere il problema presentato. Presso l'Ospedale Grassi di Ostia è attiva l'Unità di Terapia Intensiva Coronarica (UTIC) che tratta le seguenti patologie : Sindrome Coronarica Acuta (Infarto miocardico od angina instabile), Scompenso Cardiaco ed Aritmie Saluti, Dott. Mario D'Aprile


RICHIESTA del 24-04-2008 di maria - ginocchia
DOMANDA: Da qualche tempo ho un fortissimo dolore alle ginocchia che mi impedisce di camminare. Da alcune analisi effettuate sembra sia un problema di cartillagine ma non capisco come mai le mie ginocchia siano tanto gonfie. Sono disperata e non so cosa fare. Ho sentito parlare di un Professor Piazza esperto in materia nelle vicinanze di Ostia, ma non riesco a trovare il suo studio. Se non conosce il professoremi potrebbe aiutare a trovare un valido medico in zona? Grazie del sostegno

RISPOSTA del 24-04-2008: Gentile Sig.ra Maria le consiglierei di rivolgersi agli specialisti ortopedici dell'Ospedale Grassi di Ostia che visitano presso gli ambulatori dell'ospedale previa richiesta del suo medico. Il reparto di ortopedia conta validi professionisti che potranno aiutarla ad inquadrare il problema sia dal punto di vista diagnostico che terapeutico. Saluti, dott. Mario D'Aprile


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