PAPA' VINCENZO M.
Ringrazio la redazione di OstiaLido.it che mi da la possibilità di raccontare la figura di mio padre Vincenzo.
Pilota di aerei per professione, amava la campagna a tal punto da anteporla a qualsiasi altra cosa! Questo perchè la campagna rievocava in lui il suo passato trascorso tra i carrubi e i mandorleti della vasta tenuta di Favara (Agrigento) appartenuta ai suoi genitori.
Era incredibile vederlo prima ai comandi di un Boeing 747 di ritorno da New York e dopo appena un paio d'ore, salire a bordo di un trattorino - che ci era stato regalato dal nonno materno - con cui solcava meticolosamente i filari di un piccolo orto che aveva realizzato nella sua campagna di Roma.
Mio padre era quel tipico papà che "non aveva paura di niente" e che aveva sempre pronta una soluzione per ogni problema. Ottimista e fatalista di indole, era il punto di riferimento per parenti ed amici ai quali, nel salutarli, rivolgeva sempre il suo energico abbraccio.
Un papà che era al tempo stesso amico e complice dei suoi figli e che sentiva profondamente il senso della famiglia e del rispetto reciproco. Una persona che lascia il segno in tutti i sensi e che viene costantemente ricordato da tutti quelli che hanno avuto il "privilegio" di conoscerlo.
Quello che ricordo di mio padre è ad esempio il suo russare nel bel mezzo della notte e le suppliche che mia madre mi rivolgeva affinchè le cedessi il mio letto e perchè andassi a dormire al suo posto accanto a lui.
Ricordo con estremo orgoglio, il suo coraggio e la sua determinazione nell'affrontare ogni cosa compresa la malattia che gli fu diagnosticata a soli 56 anni e che lo condusse 2 anni più tardi a miglior vita.
Una presenza che fisicamente ora non c'è più, ma è come se invece - al contrario - fosse sempre al tuo fianco pronto a trasmetterti l'immensa energia e voglia di vivere che lo rendeva unico.
La sua famiglia prima di tutto. Il bene dei suoi figli innanzi ad ogni cosa.
Un uomo che è stato definito da alcuni suoi colleghi come: "Miccichè il comandante più forte che c'è".
Ciao Papà.
Stefano |