Vi
sarà capitato, di trascorrere qualche ora sulla spiaggia
in inverno, con l'aria pungente e lo jodio che dilata i
polmoni. Lo spettacolo fra i gabbiani in cielo e i cani
che si rincorrono gioiosi sulla spiaggia, fa sì che la mente
s'abbandoni come in un valzer, creando giravolte fra ricordi
e malinconie.
Lasciate andare
lo sguardo verso terra, vedrete che da ovunque, si erige
maestoso, sfidando il tempo, il Tibidabo, nome moderno dello
storico Rex, ex Mediterraneo, ex Lungomare. L'impatto visivo
è il più forte della riviera ostiense, quasi a voler sfidare
la memoria col "Roma" dell'Arch. Milani, del 1924.
Le cronache non raccontano se in effetti vi è stata o no
rivalità fra i due stabilimenti; di certo, si tratta di
due concezioni architettoniche agli antipodi: il Roma neoclassico,
con punte di liberty, il Rex, sigillo dell'architettura
moderna, con ascendente razionalista. L'architettura di
Le Cobusier ispirò molto sia Del Debbio, sia l'lng. Mario
Monaco, autore senza fortuna di un progetto di massima,
anch'esso partecipante al concorso indetto nel 1932 dalla
Amministrazione Marittima, per la costruzione di nuovi impianti
balneari, nel nuovo lungomare Duilio, vinto dall'Arch. Enrico
Del Debbio.
Per
arrivare all'approvazione del progetto di Del Debbio, con
il nome di "lungomare" occorsero due progetti redatti dall'lng.
Mario Monaco e dallo lng. Francesco Priori.
Al terzo tentativo,
il concessionario Paolo Vigorito si vide coronato il suo
sogno, e come spesso succede il sogno durò poco. Infatti
un anno dopo la concessione dell'arenile fu aggiudicata
dal Prof Raffaele Ferro, che prima lo chiamò "Principe"
e nel '35, presentando una variante al progetto dell'Arch.
Enrico Del Debbio,
approvata nel Maggio 1935 e denominata "REX", in onore dell'omonimo
transatlantico vincitore dell'attraversata atlantica premio
"nastro azzurro". Dopo la guerra il Rex rimase gravemente
danneggiato e fu ristrutturato dalla nuova concessionaria
Società Anonima Esercizi Bagni, che s'affidò all'Arch. Gianfranco
Bianchi, prendendo il nome di "Mediterraneo" ed in tempi
più recenti Tibidabo. [...]»