Un
mondo è ormai sconvolto, da cinquantamilioni di morti, dall'olocausto
di seimilioni di Ebrei, da una guerra che distrusse l'europea,
l'Indonesia, e parte dell'Asia.
E due città giapponesi, Hiroshima
e Nagasaki con oltre sessantamila persone volatilizzate
in pochi secondi con solo due bombe Atomiche. Distruzione,
sofferenze, fame, miserie morali e materiali, sono questi
i risultati della bestia, che percosse il mondo dal '39
al '45.
L'armistizio deII'8 settembre 1943,
e la fine del fascismo, non rappresentano la parola fine
alla guerra, in Italia. Due lunghi anni di sciagure, ed
una guerra civile fratricida, separano gli italiani dalla
sospirata pace.
Dall'assemblea costituente nel 1947,
nasce la costituzione repubblicana, è che entrerà in vigore
il 1 gennaio 1948. Gli Stati Uniti varano nello stesso anno,
il piano economico d'aiuto ai paesi europei. L',Europa occidentale
è sotto la diretta influenza U.S.A., mediante il Piano Marshall.
L'Unione Sovietica garantisce la sopravvivenza ai paesi
europei che adottano il regime comunista. L'Europa del dopoguerra
è divisa in due ed è contrapposta militarmente. Inizia la
guerra fredda.
Nel 1949 i paesi influenzati dagli USA creano il "Patto
Atlantico". Nel 1955 i paesi comunisti fondano il "Patto
di Varsavia". Nel 1957, con il lancio del satellite artificiale
"Sputnik" inizia la conquista spaziale con la relativa gara
fra URSS e USA, con le principali tappe nel primo volo umano
del sovietico Juri Gagarin nel 1961, e nell'allunaggio del
"LEM" americano, con i primi passi dell'uomo sulla luna
nel 1969. Nel 1957 a Roma si crea il MEC Mercato Comune
Europeo che porterà ad una lenta, ma continua unione europea
sino all'Euro (1999), moneta unica per tutti i paesi dell'
Unione Europea con parlamento liberamente eletto con sede
a Bruxelles.
L'italia,
il 25 aprile 1945, esultante saluta la ritrovata libertà
e la fine di un'inutile quanto drammatica guerra. Il paese
è completamente da ricostruire, con le sue opere, frutto
dell'ingegno di architetti ed artisti, distrutte dai bombardamenti
o fatti saltare dagli artificieri tedeschi in ritirata.
Il tributo offerto sull'altare bellico dall'architettura
italiana, non consiste solo nelle opere distrutte.
Gli architetti Giuseppe Pagano, Raffaello
Giolli e Gian Luigi Banfi, sono privati della loro vita
nei campi di sterminio nazisti, e il giovane Giorgio Labò
dal piombo fascista. E' nel nome loro che l'architettura
italiana intraprende il nuovo corso fino agli anni cinquanta,
nella difficile opera di ricostruzione. [...]»